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World war (Esteri)

Scoppia un'altra piattaforma petrolifera davanti alle coste della Louisiana. E nel Golfo del Messico torna l'incubo...

Scoppia un'altra piattaforma petrolifera

Scoppia un'altra piattaforma petrolifera davanti alle coste della Louisiana. E nel Golfo del Messico torna l'incubo 'marea nera'. Stavolta pero', a differenza dell'incidente sulla base della Bp di qualche mese fa, non ci sono vittime. E quanto ai rischi di un nuovo disastro ambientale, le notizie sono per ora contraddittorie. L'azienda petrolifera proprietaria della piattaforma ha subito escluso ogni perdita di greggio. Qualche ora dopo, pero' la Guardia Costiera ha registrato la presenza di una macchia "lucente" lunga un miglio attorno alla base. Tuttavia ha aggiunto che al momento non si puo' dire con certezza se provenga dalla piattaforma esplosa stamani, che tra l'altro non era attiva, o da un incidente precedente. Successivamente la Guardia Costiera ha negato che dalla piattaforma esplosa si sia registrata una perdita di greggio. Il comandante Cheri Ben-Iesau, scrive la Msnbc, oltre ad annunciare che le fiamme sono state spente, sottolinea che gli equipaggi delle unita' in zona non possono confermare la notizia della fuoriuscita di greggio.



L'ennesimo incidente
Un dubbio che sara' chiarito in futuro. Quello che oggi invece e' chiaro a tutti, dopo l'ennesimo incidente grave, e' che questi grandi impianti non sono cosi' sicuri, come sostengono le compagnie petrolifere. Cosi' le trivellazioni offshore tornano al centro di un dibattito acceso come non mai. In Italia il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha affermato che il nuovo incidente "conferma l'esigenza" di "piu' stringenti regole a livello internazionale", mettendo in evidenza la situazione nel Mediterraneo e sollecitando che "il problema venga posto all'ordine del giorno nelle prossime settimane nell'agenda europea". I primi a dare l'allarme dello scoppio, sono stati alcuni elicotteri e navi di passaggio che hanno scorto verso le nove di mattina del fumo provenire dalla Vermilion Oil 380, cosi' si chiama questa piattaforma di proprieta' della Mariner Energy a 128 km dalla costa, nello stesso specchio d'acqua in cui si trova la tristemente famosa Deepwater Horizon.



Operai in salvo
Stavolta pero' i 13 operai sono riusciti a mettersi in salvo dalle fiamme buttandosi tutti a mare con i giubbotti salvagente, cosa che non era riuscita agli 11 lavoratori della Bp che morirono lo scorso 20 aprile. Quel giorno, l'esplosione provoco' il peggior disastro ambientale della storia americana. Quello di oggi solo una gran paura, almeno stando alle dichiarazioni della Mariner Energy, che a caldo ha negato ogni possibile fuga di greggio in mare. Subito dopo l'allarme, sulla zona sono piombati in forza gli uomini della Guardia Costiera, con sette elicotteri, due aerei e quattro navi. Le prime sporadiche notizie parlavano di un ferito, circostanza piu' tardi smentita sempre dalla compagnia petrolifera. Accantonata l'emergenza, s'indaga ora sulle cause dell'esplosione. La Mariner parla di un incendio in un deposito di gas, all'interno della base, e ricorda che al momento dello scoppio la piattaforma non era attiva, cioe' non era in atto alcuna attivita' di pompaggio del greggio dal profondo del mare. Ma anche questa circostanza viene messa in dubbio, addirittura dal governatore della Louisiana, Bobby Jindal: "Stanno dicendo che la base era chiusa. Se cio' e' vero - osserva Jindal - allora e' un fatto molto importante. Tuttavia si tratta di qualcosa che non abbiamo ancora verificato in modo indipendente".

Dubbi sul pozzo in azione
La piattaforma petrolifera al momento dell'incidente non era ferma, ma stava estraendo petrolio e gas. Lo sostiene la Guardia Costiera smentendo quanto sostenuto dalla Mariner Energy, l'azienda proprietaria della piattaforma, secondo cui appunto l'impianto non era in attivita'. La tesi della Guardia Costiera, in qualche modo conferma i dubbi espressi dal governatore della Louisiana, Bobby Jindal, sulla credibilita' della Mariner. A confermare che il pozzo fosse in azione, la testimonianza di alcuni operai sopravvissuti all'incendio. Il giornale di New Orleans, Times Picayune, riferisce che gli uomini sono riusciti ad avviare il meccanismo di emergenza che chiude il pozzo, subito prima di lasciare la base avvolta dalle fiamme. Ora pero' non sono in grado di assicurare che il sistema sia riuscito ad entrare in azione per tempo.
di RaiNews24.it | Pubblicato il: 03/09/2010 9.12.46

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