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L'entourage di Nicola Cosentino conferma che il sottosegretario all'Economia ha deciso di rassegnare le dimissioni dal...

E anche Cosentino annuncia le dimissioni

L'entourage di Nicola Cosentino conferma che il sottosegretario all'Economia ha deciso di rassegnare le dimissioni dal governo. Cosentino, invece, mantiene il ruolo di coordinatore del Pdl in Campania. A questo punto la mozione di sfiducia delle opposizioni (PD UDC e IDV) per il sottosegretario indagato per collusione con la camorra verrà ovviamente ritirata, il voto era stato fissato per il 21 prossimo e la calendarizzazione della sfiducia in aula aveva riacceso le tensioni tra settori della maggioranza e il presidente della Camera Gianfranco Fini.

L'antefatto
Acque sempre agitate nel Pdl per l'inchiesta sull'eolico che coinvolge esponenti di spicco della maggioranza come Nicola Cosentino. Silvio Berlusconi, riferiscono fonti parlamentari del Pdl, non vuole farsi logorare dalle polemiche di questi giorni che riempiono le pagine dei giornali ed e' pronto a occuparsi in prima persona dei nodi caldi sul tappeto.

In queste ore circolano con insistenza voci sulle dimissioni del coordinatore regionale in Campania del Pdl, ma nulla e' stato deciso e la partita sembra tutta aperta. Sempre oggi, il presidente del Consiglio avra' una serie di incontri di partito e di governo. Tra questi, in programma c'e' anche un colloquio con il coordinatore nazionale del Popolo della liberta', Denis Verdini, per fare il punto della situazione.

L'Aula della Camera esaminerà la mozione che invita il sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino (Pdl) a dimettersi presentata da Pd, Idv e Udc tra il mercoledi' sera e il giovedi' mattina della prossima settimana, dopo la discussione sul decreto
legge di proroga delle missioni militari all'estero. Lo ha deciso il presidente della Camera Gianfranco Fini accogliendo la richiesta dell'opposizione.

La rabbia del PdL
Dura la reazione della maggioranza: "La decisione di Fini è grave perché
contrasta con la maggioranza del Parlamento", ha detto il capogruppo della Lega Marco Reguzzoni. "La decisione è grave - ha spiegato Reguzzoni - perche' porta la prossima settimana un calendario fitto senza tenere in nessuna considerazione le necessità legate alla manovra. Noi riteniamo che le priorità del Paese sono altre rispetto alle esigenze mediatiche e che il Parlamento si deve occupare in
via prioritaria delle esigenze del Paese e non delle questioni di palazzo".

Fabrizio Cicchitto ha spiegato che da parte del Pdl e della Lega "c'e' stato netto dissenso" all'ipotesi di calendarizzare la prossima settimana la mozione di sfiducia nei confronti di Cosentino. "Contestiamo questo metodo di lotta politica - ha commentato il capogruppo Pdl - con la richiesta della diretta televisiva, per fare i
processi alla Camera che è il modo in cui l'opposizione sta gestendo questa fase". Cicchitto ha aggiunto che il dissenso di Pdl e Lega "e' stato determinato anche dal fatto che c'era già un percorso tracciato e che tutte le energie erano concentrate sulla manovra economica".

Le ragioni di Fini
Netta la replica della presidenza della Camera, affidata al portavoce di Fini
Fabrizio Alfano, alle critiche della maggioranza: "Fino a quando le regole attribuiranno al presidente della Camera la facolta' di decidere la calendarizzazione di un provvedimento quando non c'e' l'accordo tra i capigruppo, Fini continuera'
ad assumersi la responsabilita' di calendarizzare i provvedimenti in assoluta liberta' di coscienza, come prevede il regolamento della Camera". "Il presidente della Camera è consapevole - continua Alfano - che può accadere che una
parte dei gruppi possa rimanere scontenta delle sue decisioni. E' accaduto che sulla calendarizzazione del ddl intercettazioni - conclude - è rimasta scontenta
l'opposizione. Oggi sulla calendarizzazione della mozione di sfiducia a Cosentino è rimasta scontenta la maggioranza".

La questione morale nel PdL
"La vicenda del club Carboni come vittima ha proprio il garantismo perché il dossieraggio era volto ad annichilire un avversario interno che non avrebbero mai potuto battere in altro modo. Dunque il garantismo dovrebbe tutelare proprio Stefano Caldoro, non Nicola Cosentino". Flavia Perina, deputato e direttore del Secolo di Italia, insiste e ribadisce a Repubblica la convinzione diffusa dei finiani: "Nel Pdl c'è una questione morale, così come c'è un problema di classe dirigente".

Proprio il tema della legalità, aggiunge, deve essere al centro di un "chiarimento" che "il Popolo delle Liberta' deve affrontare".

"Credo che tutti - osserva poi Perina - dagli elettori alla gran parte della classe dirigente del Pdl, si aspettino da Berlusconi una chiara presa di distanza nei confronti di chi ha fatto uso del dossieraggio per danneggiare il partito".

Per quanto riguarda l'ipotesi di dimissioni di Nicola Cosentino e Giacomo Caliendo, che per il momento restano al loro posto, Perina afferma: "Penso ancora che ci sarà un atto di responsabilita' come nei casi Scajola e Brancher. Penso che faranno un passo indietro".

Caliendo, perché dovrei dimettermi?
"Mi sono comportato correttamente. Non ho dato il minimo spazio a pressioni di alcun genere. Non ho brigato in alcun modo. E posso restare al mio posto. A testa alta", dice invece al Giornale il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, il cui nome compare nelle carte dell'inchiesta su una presunta loggia segreta cosiddetta "P3".

Caliendo conferma di aver partecipato al pranzo del 23 settembre in casa del coordinatore Pdl Denis Verdini "ma - spiega - sono rimasto pochi minuti per parlare di un convegno sul federalismo" mentre non sapeva che al pranzo ci sarebbe stato anche Flavio Carboni che comunque "non ha detto una parola", specifica.

Di Pasquale Lombardi, Caliendo dice di conoscerlo "da una vita" ma sul suo nome, che Lombardi spendeva con il presidente della Cassazione Vincenzo Carbone, "millantava". Lombardi ha contattato Caliendo anche quando la lista Formigoni è stata esclusa alle Regionali. "Non sapevo come togliermelo di dosso", racconta il sottosegretario alla Giustizia. "All'ennesima telefonata in cui chiedeva una ispezione (alla corte di appello di Milano, ndr) gli ho detto per liquidarlo: ne parlo al ministro e mo' basta. Va da se - prosegue - che con il ministro Alfano ho valutato che non ricorrevano gli elementi per disporre un'ispezione che infatti non c'e' stata".

Il Pd chiede il ritiro delle deleghe per Caliendo e Cosentino
Dario Franceschini ha stigmatizzato la decisione della presidenza del Consiglio di non ritirare le deleghe ai sottosegretari Nicola Cosentino e Giacomo Caliendo. "Non commento la risposta burocratica e sbagliata del ministro Vito", ha detto il capogruppo del Pd in aula durante il question time.
"Negli altri Paesi il tema del rigore morale e nell'esempio del comportamento delle classi dirigente non e' scontro politico ma condiviso dalla classe dirigente", ha sottolineato.

In Italia invece "si e' assistito a un progressivo degrado", ha aggiunto. Ora "non e' piu' un problema solo del presidente del Consiglio" e delle inchieste che lo riguardano, ma la questione "si sta allargando a pezzi rilevanti della coalizione di centrodestra, del governo, del Pdl", ha ricordato. Per Franceschini, "tutto questo e' segnato dalla tentazione che vincere le elezioni significhi essere diventati onnipotenti e avere la granzia dell'immunita', ma cosi' si cade nel reato e si cade nell'errore". Il capogruppo del Pd ha ricordato i casi Bertolaso, Scajola, Brancher, Verdini e Caliendo. Quanto al "caso Cosentino non sono notizie di stampa: e' dentro indagini giudiziarie che riguardano criminalita' organizzata". La prossima settimana si votera' la mozione "presentata dal Pd" insieme ad altre opposizioni, ha ricordato. "Se il sottosegretario Cosentino si dimettera' prima sara' una vittoria del Pd e delle opposizioni". "Quello che abbiamo visto negli ultimi sei mesi fa ricordare Tangentopoli come roba da educande", ha sottolineato, "e voi in risposta a tutto questo proponete una legge che ostacola la liberta' di stampa e le indagini". Dunque, ha assicurato, "anche per questo la nostra sara' una battaglia parlamentare ferma, dura e intransigente".
di RaiNews24.it | Pubblicato il: 15/07/2010 8.58.18
Dal 15/07/2010 8.59.47 questo articolo è stato letto: 3112 volte.
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