La
Fiumara d'arte
Con
la chiusura de La Stanza di barca
d'oro si è chiuso e si
è riaperto la storia del
luogo di cui fu protagonista:
la "Fiumara d'Arte",
ideata e creata da Antonio Presti.
Le opere di questa magnifica galleria
a cielo aperto si snodano lungo
il tracciato del'antico fiume
Halesus, l'attuale torrente Tusa,
attraverso un paesaggio antico
e silenzioso. Qui la natura e
l'uomo, i segni dell'uomo, dialogano
e si confrontano, riuscendo nello
stesso tempo a confondersi pur
mantenendo la propria unicità.
Prima
opera di "Fiumara d'Arte"
è La materia poteva non
esserci di Pietro Consagra. Una
scultura monumentale che più
delle altre, forse testimonia
il rapporto uomo-arte attraverso
la razionalità della sua
concezione e la leggerezza con
cui il cemento armato si fa forma
bidimensionale e percorribile.
A
Motta d'Affermo si incontra Energia
mediterranea di Antonio Di Palma,
un'onda blu che idealmente lega
la montagna al mare, un guizzo
di energia in mezzo alla natura
selvaggia.
A
Castel di Lucio, invece, a segnare
il bivio tra due strade è
Una curva gettata alle spalle
del tempo di Paolo Schiavocampo.
L'opera, che divide simbolicamente
le vie (una vecchia e l'altra
nuova), si può intendere
come una pausa di riflessione
tra passato e presente. La sua
linea riproduce in verticale la
curva della strada, ma, come dice
lo stesso artista, essa viene
"mossa dal vento silenzioso
che sale dal mare".
Sempre
a Castel di Lucio, Piero Dorazio
e Graziano Marini hanno realizzato
Arethusa, un'opera decorativa
che ha investito e cambiato il
volto della caserma dei Carabinieri.
Alla ceramica policroma gli artisti
hanno affidato il ruolo di riscattare
il grigiore di tante abitazioni
(e abusi) dell'edilizia siciliana.
Ancora
a Castel di Lucio, in cima a una
collina e con un percorso che
si snoda da una piccola chiesetta
(sul cui sagrato c'è una
citazione de "Il settimo
sigillo"), si trova Arianna
di Italo Lanfredini. Un'opera
la cui forma è simbolo
archetipo, il labirinto. Un percorso
fisico, ma anche interiore, che
è impossibile non attraversare
tutto una volta entrati. Un viaggio
che sembra dentro la terra ma
è sotto il cielo, al cui
centro è la vita. Nel cuore
di "Arianna", del labirinto-utero,
vive infatti un piccolo albero
di ulivo.
Su
un muro della vecchia strada provinciale
Castel di Lucio-Mistretta si incontra
Il muro della ceramica. Qui quaranta
ceramisti italiani e stranieri
hanno riscattato il troppo cemento
con le loro creazioni in ceramica
e terracotta non invetriata.
Un
patto "devozione alla Bellezza"
suggellato anche dalla presenza
di 40 opere (una per ogni artista)
ancora conosciuta dai più,
anche per il chiaro impatto visivo,
come la "Finestra sul mare".
Ideato da Tano Festa e dedicato
al fratello poeta, il "Monumento"
è un inno al colore (il
blu) e all'infanzia, temi ricorrenti
nelle opera dell'artista. Ma anche
una tensione alla serenità,
anch'essa ricercata da Festa,
spezzata dal monolite nero (simbolo
di caducità e finitezza
dell'esistenza) che "buca"
la gioiosa finestra con le nuvole.
Una grande finestra che tenta
di incorniciare il mare, donata
dall'artista e da Presti a tutti.
La "Fiumara d'Arte"
è stata assolta definitivamente
dalla Corte di Cassazione nel
1994. "Oggi con il sigillo
dell'opera di Nagasawa attuato
per consegnare alla storia un
pensiero di devozione all'arte
- spiega Antonio Presti - la Fiumara
chiude il suo ciclo creativo.
Io ho donato questo patrimonio
alla mia terra - continua - Adesso
lancio un appello perché
si preservino le opere, attualmente
senza tutela formale e sostanziale".