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La prima Giornata: Catania / Messina
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In treno fino a Gela: le foto.
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Poeti in treno tra Palermo Messina e Catania.
Una giornata particolare: Santo Stefano di Camastra.
Quelli che... I poeti assieme a Iac, Fazio e Quelli che il calcio
Rassegna stampa :
Comunicato Stampa di presentazione
Presti: Portatori di bellezza, portatori di parola
Presti: Devozione alla bellezza
Attanasio: L'espressione del mio io
Attanasio: Tutto il tempo del treno.
Elvi Fiore: Per tirar fuori la propria verità
Documenti:
Fiumara d'arte
L'atelier sul mare
Le immagini: le stanze dell'atelier
Testamento
Casa Stesicorea 2000
Librino 2002
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La Fiumara d'arte

 

Con la chiusura de La Stanza di barca d'oro si è chiuso e si è riaperto la storia del luogo di cui fu protagonista: la "Fiumara d'Arte", ideata e creata da Antonio Presti. Le opere di questa magnifica galleria a cielo aperto si snodano lungo il tracciato del'antico fiume Halesus, l'attuale torrente Tusa, attraverso un paesaggio antico e silenzioso. Qui la natura e l'uomo, i segni dell'uomo, dialogano e si confrontano, riuscendo nello stesso tempo a confondersi pur mantenendo la propria unicità.

La materia, di Pietro ConsagraPrima opera di "Fiumara d'Arte" è La materia poteva non esserci di Pietro Consagra. Una scultura monumentale che più delle altre, forse testimonia il rapporto uomo-arte attraverso la razionalità della sua concezione e la leggerezza con cui il cemento armato si fa forma bidimensionale e percorribile.

 

Energia mediterranea, di Antonio Di PalmaA Motta d'Affermo si incontra Energia mediterranea di Antonio Di Palma, un'onda blu che idealmente lega la montagna al mare, un guizzo di energia in mezzo alla natura selvaggia.

Una curva gettata alle spalle del tempo, di Paolo SchiavocampoA Castel di Lucio, invece, a segnare il bivio tra due strade è Una curva gettata alle spalle del tempo di Paolo Schiavocampo. L'opera, che divide simbolicamente le vie (una vecchia e l'altra nuova), si può intendere come una pausa di riflessione tra passato e presente. La sua linea riproduce in verticale la curva della strada, ma, come dice lo stesso artista, essa viene "mossa dal vento silenzioso che sale dal mare".

Arethusa, di Piero Dorazio e Graziano MariniSempre a Castel di Lucio, Piero Dorazio e Graziano Marini hanno realizzato Arethusa, un'opera decorativa che ha investito e cambiato il volto della caserma dei Carabinieri. Alla ceramica policroma gli artisti hanno affidato il ruolo di riscattare il grigiore di tante abitazioni (e abusi) dell'edilizia siciliana.

Arianna, di Italo LanfrediniAncora a Castel di Lucio, in cima a una collina e con un percorso che si snoda da una piccola chiesetta (sul cui sagrato c'è una citazione de "Il settimo sigillo"), si trova Arianna di Italo Lanfredini. Un'opera la cui forma è simbolo archetipo, il labirinto. Un percorso fisico, ma anche interiore, che è impossibile non attraversare tutto una volta entrati. Un viaggio che sembra dentro la terra ma è sotto il cielo, al cui centro è la vita. Nel cuore di "Arianna", del labirinto-utero, vive infatti un piccolo albero di ulivo.

Su un muro della vecchia strada provinciale Castel di Lucio-Mistretta si incontra Il muro della ceramica. Qui quaranta ceramisti italiani e stranieri hanno riscattato il troppo cemento con le loro creazioni in ceramica e terracotta non invetriata.

Finestra sul mare, di Tano FestaUn patto "devozione alla Bellezza" suggellato anche dalla presenza di 40 opere (una per ogni artista) ancora conosciuta dai più, anche per il chiaro impatto visivo, come la "Finestra sul mare". Ideato da Tano Festa e dedicato al fratello poeta, il "Monumento" è un inno al colore (il blu) e all'infanzia, temi ricorrenti nelle opera dell'artista. Ma anche una tensione alla serenità, anch'essa ricercata da Festa, spezzata dal monolite nero (simbolo di caducità e finitezza dell'esistenza) che "buca" la gioiosa finestra con le nuvole. Una grande finestra che tenta di incorniciare il mare, donata dall'artista e da Presti a tutti.
La "Fiumara d'Arte" è stata assolta definitivamente dalla Corte di Cassazione nel 1994. "Oggi con il sigillo dell'opera di Nagasawa attuato per consegnare alla storia un pensiero di devozione all'arte - spiega Antonio Presti - la Fiumara chiude il suo ciclo creativo. Io ho donato questo patrimonio alla mia terra - continua - Adesso lancio un appello perché si preservino le opere, attualmente senza tutela formale e sostanziale".


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