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Atelier
sul mare
Un letto
fatto ad arte
Andreina
De Tomassi (La Repubblica)
L'Atelier
sul mare è unico al mondo.
Le stanze sono state realizzate
da alcuni dei massimi artisti
contemporanei. L'Albergo è
una galleria affacciata su una
piccola incantevole baia blu in
uno stupendo angolo della Sicilia.
Siete
arrivati. Il viaggio è
qui, dentro l'albergo. Questa
volta il tour non inizia dal
foyer verso le mete esterne,
turistiche, ma si snoda nelle
sale, su e giù per
le scale, dentro le stanze
in un crescendo dello stupore
e delle meraviglie. E' "L'Atelier
sul mare", a Castel di
Tusa, alle spalle i Nebrodi,
davanti una piccola baia blu.
Un albergo unico al mondo,
esclusivo. Nel senso che esclude
alcuni generi umani: non entrano
i dandy stagionati, gli uomini
marketing esenti da passioni,
donne in carriera inaridite.
E' luogo degli outsider, degli
artisti, dei poeti, di chi
cede alle tentazioni. Sarebbe
piaciuto a Bruce Chatwin,
a Ugo Pratt. In questo museo
d'arte contemporanea sono
venuti in pellegrinaggio e
hanno girato film e video:
Raul Ruiz, Schroeder, Teo
Eshetu, Memé Perlini,
e anche un piccolo gioiello
tv di Aldo Vergine. L'idea
è di Antonio Presti
(il mecenate siciliano che
ha realizzato Fiumara d'arte,
il parco di sculture monumentali
più vasto d'Europa)
risale a circa 10 anni fa
ed è questa: realizzare
un luogo dove la gente, l'ospite,
può "abitare"
dentro l'opera d'arte, come
dormire nel letto sghembo
di Van Gogh o affacciarsi
a una finestra di Magritte.
Allora andiamo a vedere queste
stanze costruite da artisti:
a giocare con la risacca virtuale
di Fabrizio Plessi, dove il
letto è una zattera
e venti schermi ti inondano
di spruzzi elettronici, entriamo
nell'isola celeste di Canzoneri
"Linea d'ombra"
per un bagno nel mare al secondo
piano. Ci si può rincorrere
nei colori di Pietro Dorazio
e Graziano Marini, immersi
nella luce cangiante; leggere
tutti gli alfabeti del mondo
nella caverna tutta scritta
da Renato Curcio e Agostino
Ferrari. Vivere una notte
nella stanza Yemenita di Pier
Paolo Pasolini, col muro di
terra e paglia, inventata
da Dario Bellezza, Adele Cambria
e lo stesso Presti, dove il
letto ricorda una deposizione
del Masaccio e il bagno è
un gioco acquatico. Poi, rifugiarsi
nel bianco assoluto e planare
del "Nido" di Paolo
Icaro, su un letto irreale,
immenso, a galla sul mare,
e in una notte trasformarsi
in vittima felice o malizioso
carnefice. Ecco la cella mistica
di Nagasawa, "Mistero
per la luna", solo candele,
senza luce, ma con vista interiore.
E gli spazi tagliati da Mauro
Staccioli, dietro la porta-macigno
di Alì Babà,
le reti dorate di Maria Lai:
"Su barca di carta m'imbarco",
oltre le colonne d'Ercole,
per una sfida contro la banalità.
Siete tra quelli che sprofondano
in un riservato silenzio appena
entrati in un'ascensore? Bene
qui non è possibile,
perché per prenotare
il vostro piano dovete cantare.
E' l'ultima idea che Antonio
Presti vuole offrire a Sua
Santità "Dalai
Lama". Con un sistema
elettronico si potrà
utilizzare l'ascensore per
il quale, solo chi intona
l'OM, può arrivare
a destinazione. Dice Presti:
E' l'unico posto al mondo,
dove la gente per entrare
e uscire deve cantare, "
ricordati: chi canta prega
due volte". Altra banalità
da sconfiggere: l'armadio
in camera. Se pensate di appendere
i vostri abiti in un comodo
armadio avete sbagliato albergo,
nelle stanze d'arte non esistono
appendiabiti, mensole e comodini.
Non cercate il televisore
in camera, né tappeti
d'oriente, né cartoline,
qui non si compra e non si
vende: si contempla. Il cielo,
per esempio, nella stanza
più ambita: "Torre
di Ruiz dove il soffitto si
spalanca sul letto nelle notti
di plenilunio. O le vostre
creazioni in terracotta che
avrete preparato partecipando
al corso di ceramica. Chi
entra non è perduto,
si trova in un luogo che trasforma
tutti in Ulisse. Non sarà
una vacanza tradizionale,
ma se supererete l'ostacolo,
voi stessi, troverete un'altra
dimensione, proprio come Alice,
al di là dello specchio.
Questo è il sogno dell'arte,
che pochi uomini scelgono
come disciplina in questa
vita, e a Castel di Tusa Fiumara
d'Arte c'è un uomo
che tutto questo l'ha fatto
non solo per sé , ma
per il sogno collettivo. Tutto
questo nasce dalla "Devozione
alla Bellezza".
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