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Poeti in treno tra Palermo Messina e Catania.
Una giornata particolare: Santo Stefano di Camastra.
Quelli che... I poeti assieme a Iac, Fazio e Quelli che il calcio
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Presti: Portatori di bellezza, portatori di parola
Presti: Devozione alla bellezza
Attanasio: L'espressione del mio io
Attanasio: Tutto il tempo del treno.
Elvi Fiore: Per tirar fuori la propria verità
Documenti:
Fiumara d'arte
L'atelier sul mare
Le immagini: le stanze dell'atelier
Testamento
Casa Stesicorea 2000
Librino 2002
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Atelier sul mare
Un letto fatto ad arte

Andreina De Tomassi (La Repubblica)

L'Atelier sul mare è unico al mondo. Le stanze sono state realizzate da alcuni dei massimi artisti contemporanei. L'Albergo è una galleria affacciata su una piccola incantevole baia blu in uno stupendo angolo della Sicilia.

Siete arrivati. Il viaggio è qui, dentro l'albergo. Questa volta il tour non inizia dal foyer verso le mete esterne, turistiche, ma si snoda nelle sale, su e giù per le scale, dentro le stanze in un crescendo dello stupore e delle meraviglie. E' "L'Atelier sul mare", a Castel di Tusa, alle spalle i Nebrodi, davanti una piccola baia blu. Un albergo unico al mondo, esclusivo. Nel senso che esclude alcuni generi umani: non entrano i dandy stagionati, gli uomini marketing esenti da passioni, donne in carriera inaridite. E' luogo degli outsider, degli artisti, dei poeti, di chi cede alle tentazioni. Sarebbe piaciuto a Bruce Chatwin, a Ugo Pratt. In questo museo d'arte contemporanea sono venuti in pellegrinaggio e hanno girato film e video: Raul Ruiz, Schroeder, Teo Eshetu, Memé Perlini, e anche un piccolo gioiello tv di Aldo Vergine. L'idea è di Antonio Presti (il mecenate siciliano che ha realizzato Fiumara d'arte, il parco di sculture monumentali più vasto d'Europa) risale a circa 10 anni fa ed è questa: realizzare un luogo dove la gente, l'ospite, può "abitare" dentro l'opera d'arte, come dormire nel letto sghembo di Van Gogh o affacciarsi a una finestra di Magritte. Allora andiamo a vedere queste stanze costruite da artisti: a giocare con la risacca virtuale di Fabrizio Plessi, dove il letto è una zattera e venti schermi ti inondano di spruzzi elettronici, entriamo nell'isola celeste di Canzoneri "Linea d'ombra" per un bagno nel mare al secondo piano. Ci si può rincorrere nei colori di Pietro Dorazio e Graziano Marini, immersi nella luce cangiante; leggere tutti gli alfabeti del mondo nella caverna tutta scritta da Renato Curcio e Agostino Ferrari. Vivere una notte nella stanza Yemenita di Pier Paolo Pasolini, col muro di terra e paglia, inventata da Dario Bellezza, Adele Cambria e lo stesso Presti, dove il letto ricorda una deposizione del Masaccio e il bagno è un gioco acquatico. Poi, rifugiarsi nel bianco assoluto e planare del "Nido" di Paolo Icaro, su un letto irreale, immenso, a galla sul mare, e in una notte trasformarsi in vittima felice o malizioso carnefice. Ecco la cella mistica di Nagasawa, "Mistero per la luna", solo candele, senza luce, ma con vista interiore. E gli spazi tagliati da Mauro Staccioli, dietro la porta-macigno di Alì Babà, le reti dorate di Maria Lai: "Su barca di carta m'imbarco", oltre le colonne d'Ercole, per una sfida contro la banalità.
Siete tra quelli che sprofondano in un riservato silenzio appena entrati in un'ascensore? Bene qui non è possibile, perché per prenotare il vostro piano dovete cantare. E' l'ultima idea che Antonio Presti vuole offrire a Sua Santità "Dalai Lama". Con un sistema elettronico si potrà utilizzare l'ascensore per il quale, solo chi intona l'OM, può arrivare a destinazione. Dice Presti: E' l'unico posto al mondo, dove la gente per entrare e uscire deve cantare, " ricordati: chi canta prega due volte". Altra banalità da sconfiggere: l'armadio in camera. Se pensate di appendere i vostri abiti in un comodo armadio avete sbagliato albergo, nelle stanze d'arte non esistono appendiabiti, mensole e comodini. Non cercate il televisore in camera, né tappeti d'oriente, né cartoline, qui non si compra e non si vende: si contempla. Il cielo, per esempio, nella stanza più ambita: "Torre di Ruiz dove il soffitto si spalanca sul letto nelle notti di plenilunio. O le vostre creazioni in terracotta che avrete preparato partecipando al corso di ceramica. Chi entra non è perduto, si trova in un luogo che trasforma tutti in Ulisse. Non sarà una vacanza tradizionale, ma se supererete l'ostacolo, voi stessi, troverete un'altra dimensione, proprio come Alice, al di là dello specchio. Questo è il sogno dell'arte, che pochi uomini scelgono come disciplina in questa vita, e a Castel di Tusa Fiumara d'Arte c'è un uomo che tutto questo l'ha fatto non solo per sé , ma per il sogno collettivo. Tutto questo nasce dalla "Devozione alla Bellezza".

 

 


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