Diario
di viaggio / Santo Stefano di
Camastra
Una tappa
speciale per il treno dei poeti
di
Rocco Rossitto
Il
treno dei poeti viaggia, continua
a macinare chilometri su chilometri.
La voce della poesia corre veloce
sulle rotaie toccando piccole
e grandi stazioni, riuscendo ad
emozionare giovani studenti e
pendolari stanchi, ardite insegnanti
e militari che raggiungono le
caserme. In questi giorni sui
treni regionali i poeti hanno
incontrato persone diverse, di
diverso ceto, hanno letto le loro
poesie con struggente profondità
e hanno subito talvolta le critiche
di chi ritiene inutile la poesia.
Tutto
è successo, molto ancora
succederà nei prossimi
giorni, ma la giornata di oggi,
13 marzo 2001, rimarrà
indelebile nella memoria dei poeti
e degli organizzatori.
Oggi ciò che forse in teoria
sarebbe impossibile è accaduto
sulla tratta Santo Stefano di
Camastra-Messina.Oltre ai "normali"
passeggeri sono saliti un gruppo
di ragazzi assistiti dal servizio
di salute mentale numero 5 dell'A.S.L.
di Messina, accompagnati dal Dottor
Gennaro e dal suo staff. Molta
era la curiosità dei poeti
degli organizzatori e di noi giornalisti
che non sapevamo cosa sarebbe
accaduto.
Sono
state invece delle ore piacevoli,
ore in cui i ragazzi hanno chiacchierato
con i poeti e con gli altri viaggiatori.
Incuriositi sono saliti sul treno,
nei loro occhi si percepiva l'ingenua
felicità di chi sta per
vivere qualcosa d'irripetibile.
Molti di loro scrivono poesie.
Mirko 13 anni, ha letto a memoria
la sua poesia alla delicata e
sensibile Vivian Lamarque, che
quasi commossa ha incominciato
un intimo dialogo con il giovane
che si è aperto raccontando
la tragedia della morte del padre.
Proprio al padre dedica la sua
poesia, perché "lui
scriveva poesia e si sarebbe divertito
oggi sul treno" confessa
Mirko a voce bassa.
Ma
non è il solo a scrivere
poesie Antonella ne legge un paio
a Gabriella Confarelli che commenta
così le ore appena trascorse
in compagnia di quei ragazzi:
"incontrare il dolore e conoscere
la loro storia, i loro traumi,
ma soprattutto la loro sensibilità
nei confronti della vita è
stata un' esperienza molto intensa,
profonda, ineguagliabile."
Cerco
di annotare il più possibile,
perché mi rendo conto d'essere
testimone di qualcosa di unico,
di magico, corro quindi da uno
scompartimento ad un altro per
cercare di vedere più cose
possibili, ma mi soffermo a lungo
ad ascoltare una favola del 1500
di Francesco Doni , recitata perfettamente
da Lello Voce eclettico poeta
napoletano.
"
Tre sapienti si accorsero
che su Firenze sarebbe arrivata
una pioggia che avrebbe fatto
diventare tutti pazzi e quindi
decisero di non dire nulla e fare
impazzire tutti e così
avrebbero preso il potere. Tutto
questo accadde e quando videro
che tutti erano matti e che giravano
nudi e urlavano e festeggiavano,
uscirono per prendere il potere
e i fiorentini li guardarono e
li chiusero in manicomio
"
Lo
sguardo soddisfatto e sereno dei
ragazzi che hanno ascoltato con
felice attenzione è il
segno che l'esperienza di oggi
è riuscita perfettamente
dando grande soddisfazione agli
organizzatori, ma soprattutto
a loro, passeggeri speciali del
treno dei poeti. "E' andato
tutto molto bene - ci dice il
dottor Gaspare Motta - perché
la giornata rientra perfettamente
nei nostri progetti riabilitativi
: l'incontro con altre persone,
in questo caso i poeti,e con chiunque
possa arricchire le esperienze
dei nostri pazienti rendendoli
protagonisti"
Il viaggio finisce con un immagine
degna della miglior poesia.
I
ragazzi scendono in una stazione
prima di Messina e quando il treno
riparte i poeti si affacciano
per salutarli e loro ricambiano
con gioia, ma anche con tristezza,
la tristezza di chi sta vedendo
partire un amico, un proprio caro.