L'offerta
della Parola
Poeti
in città: incontro da Tertulia
di Rocco
Rossitto
Quando
il treno si ferma i poeti continuano
a viaggiare in incontri pubblici
nelle varie città. Dopo
Palazzo Biscari, sabato 3 marzo,
alla Libreria Tertulia nelle vicinanze
della stupenda Piazza Teatro Massimo
di Catania si è tenuto
il primo di una serie di incontri
che toccheranno varie librerie
catanesi.
Qui il tono è quello ufficiale
e non colloquiale come quello
del
treno, ma ciò non ha tolto
la vena di spontaneità
che ha caratterizzato i primi
giorni di questo straordinario
progetto.
A
coordinare il reading di poesie
è la giornalista Elvira
Seminara che aprendo l'incontro
si sottrae subito a noiose introduzioni
e lascia subito la parola ai poeti
per un primo assaggio di poesia.
Inizia Salvo Basso che
con maestria sonora attacca il
silenzio, così come quando
scrive "attacca la pagina".
E' uno dei pochi che con la stessa
maestria con cui scrive riesce
a leggere le sue poesie. "Cerco
di rispettare la lingua amandola"
risponde il poeta alla domanda
della coordinatriche che gli chiede
se lui è più poeta
o attore. Parte il primo di una
lunga serie di applausi.
Continua la lettura Elio Pecora
che con stile delicato legge e
confessa che, una delle due poesia
appena lette è stata scritta
in questi giorni.
Scorrono brevemente le altre letture:
quelle di Antonino Riccardi,
di Mario Baudino, di Giuseppe
Conte e quella di Nico
Orengo che con voce bassa
e calda regala attimi di poesia
intensa, con il suo modo "olfattivo"
di leggere, avvicina il suo libro
agli occhi e al naso quasi a voler
annusare la pagina. Si dilunga
un po' troppo nella lettura Clara
Monterosso, ma essendo l'unica
poetessa, questo le viene perdonato
.
Inziano
le domande e il dibattito. "
Leggere e scrive poesia sul freddo
e tecnologico computer è
uguale che scrivere sulla carta
con l'inchiostro? Cosa comporta
non avere il contatto fisico con
ciò che si scrive e si
legge?" chiede Elvira Seminara.
Risponde Orengo dicendo che al
di là di ogni retorica
la poesia è di " sangue
e carne, di ricerca e di dolore"
ma ciò spiega che vale
per la sua generazione e che adesso
non è più così.
Afferma con forza però
che l'importante è che
si continui a scrivere e a leggere.
Prende la parola Mario Baudino
affermando che "c'è
un atteggiamento poetico nelle
nuove generazioni" è
ciò è di buon auspicio.
Il dibattito continua, nuove domande
vengono fatte e nuove risposte
soddisfano il pubblico e quando
qualcuno (anziano) chiede come
un giovane dovrebbe riuscire a
distinguere la vera poesia da
quella finta la risposta spontanea
dei poeti è che non esiste
una via maestra che distingua
ciò che è e ciò
che non è la poesia e che
nessuno riuscirà a rispondere
a questa domanda.
A
dibattito concluso mi avvicino
a Mario Baudino e a Elio Pecora
per chiedere cosa questa esperienza
sta creando in loro: "Sono
stato colpito dalla naturalezza
delle persone che ho incontrato-dice
Baudino- e poi mi sto divertendo
moltissimo, ho conosciuto persone
molto interessanti e credo che
tutto ciò sarà da
stimolo creativo."
"Questa esperienza mi sta
regalando una grande allegria
- afferma Elio Pecora - mi fa
sentire che si può portare
la poesia tra la gente e che la
gente la aspetta e che ci si può
intendere e farne qualcosa di
comune e non di irraggiungibile.
Straordinario poi incontrare i
bambini in treno, loro hanno scritto
per me e io l'ho fatto per loro"
(E. Pecora).
Un altro atto di questo splendido
spettacolo che è L'offerta
della Parola è terminato.
20010305
- Le foto
sono di Rocco Rossitto.